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A quella mamma finlandese e a quei massoni di Strasburgo risponderei così…

Novembre 4, 2009 · 21 Commenti

A quella mamma finlandese e a quei massoni di Strasburgo… 

risponderei non solo tenendomi stretto i crocifissi nelle scuole, nei tribunali e negli ospedali, ma cambiando la bandiera italiana e prendendo ispirazione da quella Finlandese (la sua bandiera). Ad esempio in questo modo:

BAND

Vorrei vedere cos’altro avrebbero da dire.

Qui tutte le bandiere crociate, la maggior parte delle quali europee ed ispirate alla croce cristiana.

Queste in breve la storia della più grande porcata europea contro la nostra nazione:

Nel 2001 la donna si sentì offesa dalla presenza del simbolo del cristianesimo nelle aule dell’istituto comprensivo Vittorio da Feltre di Abano Terme frequentato dai suoi figli di 11 e 13 anni.

Secondo la donna la presenza del crocifisso era contraria ai principi di laicità nei quali voleva educare i figli e per questo chiese alla scuola di toglierlo facendo riferimento a una sentenza del 2000 con cui la Cassazione ordinava di rimuovere il simbolo religioso dai seggi elettorali. Nel maggio del 2002 la scuola decise di lasciare il crocifisso nelle aule e il ministero dell’Istruzione trasformò la disposizione in una sua direttiva inoltrandola a tutti gli istituti. Due mesi più tardi la signora Lautsi fece appello di fronte al Tar che inoltrò la questione alla Corte Costituzionale che a sua volta si dichiarò non competente e restituì tutto al tribunale amministrativo del Veneto.

Nel marzo del 2005 il Tar stabilì che il crocifisso è un simbolo della storia, della cultura e dell’identità italiana e respinse il ricorso della casalinga finlandese. Un anno dopo anche il Consiglio di stato le diede torto, sancendo che la croce è diventata uno dei valori secolari della Costituzione italiana e rappresenta i valori della vita civile. Da qui la decisione di fare ricorso alla Corte di Strasburgo. Corte che ha dato ragione alla signora finlandese (la cui bandiera nazionale, ironia della sorte, è una bella croce).

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21 risposte finora ↓

  • triario // Novembre 4, 2009 a 9:15 pm

    Diceva Albertino da Ulm: 2 sole cose sono infinite, l’universo e l’imbecillità. Sull’universo però ho dei dubbi.

  • Marcella // Novembre 4, 2009 a 9:24 pm

    la bandiera azzurra crociata sarebbe una bella risposta sia ai massoni anticattolici (croce) che’ ai compagni (via il rosso, avanti l’azzurro). E poi e’ veramente bella.

  • Alberto // Novembre 4, 2009 a 10:59 pm

    Consiglio (non richiesto) di lasciare in pace i massoni e i comunisti perchè in questa storia non c’entrano proprio un cazzo. Scusate, ma è che mi vergogno per voi, se usate queste argomentazioni infantili.

  • Renzino l'Europeo // Novembre 5, 2009 a 2:40 am

    La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, fatta a Roma il 4 Novembre 1950, è stata firmata da tutti i 47 Paesi oggi membri del Consiglio d’Europa.
    Venne firmata, quindi, per l’Italia, da De Gasperi.

  • ジョヴァン ニ (Giovanni) // Novembre 5, 2009 a 2:52 am

    Il parere di uno dalle idee politiche assai contrastanti con la linea del blog:
    Un pezzo di legno non arreca alcun danno. Un crocifisso non può dare fastidio a nessuno. Se il sottoscritto dovesse per esempio trovarsi a studiare presso un ateneo islamico con mezzelune appese ovunque non avrebbe nessun problema.
    Per carità, è vero che magari un vero cristiano non ha bisogno di un crocifisso appeso nei luoghi pubblici, però questo accanimento nei confronti di un pezzo di legno mi sembra eccessivo.
    Purtroppo le correnti laiciste estreme sono il rovescio della medaglia dei cattolici fomentati scassapalle. Le associazioni che in seguito alla seguente delibera stanno stappando lo champagne (tipo i radical chic della UAAR) potrebbero invece rendersi conto che se l’Italia non è uno stato laico non dipende assolutamente da crocifissi o da ore di religione che tra l’altro sono pure facoltative.

  • Guglielmo Cavallo // Novembre 5, 2009 a 7:36 am

    - La croce: è su troppe bandiere, almeno negli incontri internazionali, quando tutti possono guardare e restare offesi, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Svizzera, Scozia, Inghilterra, Irlanda del Nord, Islanda dovrebbero usare altri vessilli. La Georgia che ha cinque croci in campo bianco, dovrebbe poi avere solo la bandiera bianca. Che dire poi della Croce Rossa? Che offesa essere soccorsi da quelle autoambulanze e dai medici con quei simboli. Anche le farmacie dovrebbero cambiare logo, meglio una pillola blu o un pezzo di plastica. Quelli sì sono simboli che non offendono nessuno.

  • Alberto // Novembre 5, 2009 a 10:39 am

    Consiglio pure di non addentrarsi nell’araldica e nelle tradizioni nazionali, per chi non ha competenze, che si rischia sempre la figuraccia.

    I discorsi sulle tradizioni sono fumo negli occhi, che serve solo a far perdere tempo all’interlocutore. Perchè il cocifisso nelle aule scolastiche è una legge dei fascisti, recentissima e discutibilissima.

  • // Novembre 5, 2009 a 3:05 pm

    alberto consiglia… l’araldica lasciomala perdere … lui ha competenze … non fa figuracce … nè si fa offuscare dal fumo… e va da sé non perde tempo. Il crocefisso a scuola è solo una faccenduola dei fascisti.
    cazzo! finalmente uno sveglio!

    Sancho

  • // Novembre 5, 2009 a 3:08 pm

    scordavo … si vergogna per noi.
    Una prece.

    Sancho

  • Alberto // Novembre 5, 2009 a 3:43 pm

    Oltre a sfottermi potresti anche argomentare, così il tuo sfottere avrebbe più peso.

    Ripeto che il crocifisso nelle aule scolastiche è una legge dei fascisti, anzi nemmeno una legge ma una questione di prassi e di circolari interne, ed è di quello che stiamo parlando. Il resto, viene da sè, è fumo negli occhi utilizzato ad arte.

  • sorvy // Novembre 5, 2009 a 5:20 pm

    Il crocifisso è una “legge dei fascisti”… “un prassi” … “una circolare interna”
    Ma il povero Alberto chi l’ha rovinato così?!?!
    Vabbè… facciamo finta di non aver letto.
    Sorvy

  • sorvy // Novembre 5, 2009 a 5:22 pm

    Alberto, vuoi essere sfottuto con più “peso”… ?
    Va bè: Allora vedi de annà a fanculo.

    Così va meglio?

  • Loprofeta // Novembre 6, 2009 a 8:55 am

    Da persona (molto) scarsamente cattolica, mi vien da ridere a pensare a questa storia. Un non problema davvero. Addirittura scomodare la corte europea dei diritti dell’uomo per una roba del genere… mah! Che poi sta corte che altro fa? Estremismi ed ideologie ci sono da tutte le parti, ma ne farei volentieri a meno

  • Alberto // Novembre 6, 2009 a 11:20 am

    Lo so che qui ci sono grossi problemi di comprensione del testo, lo so. Ma io in realtà ho detto che lo sfottere ha più peso se accompagnato dalle argomentazioni…

    Quella corte è assolutamente competente e preposta proprio per risolvere queste questioni, e ha valutato le carte in suo possesso in modo limpido e ineccepibile. Qualcuno provi a smentirmi se vuole.

    Ovvero la corte ha valutato semplicemente che: l’Italia secondo le sue leggi non ha una religione di stato, il crocifisso è un simbolo religioso ben preciso (al contrario dei clericali che per finta lo degradano a tradizione culturale), ergo in Italia un qualsiasi simbolo religioso è adeguato in un luogo di culto (c’è la libertà di culto) ma non può essere imposto in una scuola statale.

    Non esiste una legge in proposito. Se nessuno in classe si lamenta non succede niente (però così facendo potrebbe succedere anche con simboli islamici, è chiaro). Se qualcuno si lamenta e va in tribunale, la risposta legale non può essere che questa.

  • david // Novembre 6, 2009 a 2:13 pm

    ma per massoni si intende anche gli affiliati alla P2?

  • // Novembre 6, 2009 a 3:14 pm

    Ach! david ci ha colto in fallo con questa provocazione sulla P2. Ce la faremo a rialzarci?
    Alberto! le leggi, i tribunali, i ricorsi, i fascisti e le leggi fasciste: ci sta tutto e spiluccando e azzeccagarbugliando, uno qualsiasi (o alcuni giudici: è lo stesso ) la giustificazione per fare una sentenza la si trova. La si trova anche per fare una sentenza contraria ( come si era verificato fin’ora). Il problema è l’aderenza alla realtà, il buon senso smarrito, l’affermazione del niente: tant’è che normalmente la gente comune non accetta e chi è a favore deve arrampicarsi sui vetri. Perchè la storia, la storia comune, il senso di una nazione, le radici su cui uno si regge insomma, magari uno semplice non è capace di spiegartele per filo e per segno e magari non gli interessa neanche farlo, però le ’sente’, sono sue. E’ per questo che l’Italia rappresenta una anomalia rispetto a molto panorama europeo ( non è l’unica, sia chiaro); perchè per quanto confusamente sa di appartenere ad una storia che è meglio delle bislacche argomentazioni di certi intellettuali; che vuole più bene un povero prete di campagna o di parrocchia suburbana che l’incarognita elìtes che fa del suo ateismo una bandiera.
    Questo l’ha capito anche Bersani ( Silvio non ne parliamo). Semplici, semplice.
    Sancho

  • Alberto // Novembre 6, 2009 a 4:05 pm

    Un branco di “semplici”, gente così ignorante che “confusamente” non è “capace di spiegartele per filo e per segno e magari non gli interessa neanche “, guidati da ex comunisti e puttanieri furbi che hanno capito come manipolarli (basta farsi vedere in TV con un crocifisso), e noi tutti che viviamo in questa “anomalia” italiana.

    Bello, non c’è che dire. Aspetto solo il momento che il numero di musulmani in Italia supererà i cristiani, poi vediamo, con queste incoraggianti basi, chi riderà.

  • // Novembre 8, 2009 a 9:33 pm

    Mah!?
    Ogni tanto pensi a quello che scrivi? Per quanto mi riguarda sei out.
    Sancho

  • david // Novembre 9, 2009 a 12:08 pm

    era una semplice domanda, a cui non hai risposto.

  • sorvy // Novembre 10, 2009 a 11:40 am

    David, non vi pare che avete rotto i coglioni a fuori di fare domande… ma ripijateve.
    Repubblichini moralisti dei miei coglioni stantuffati. Razza di sfigatoni, bacchettoni e stracciacoglioni.
    Guardatevi quello che siete e da dove venite, prima di aprire bocca. E magari lavatevela ogni tanto quella bocca. Che avete un’alitosi da tracimamento di bile costante.
    Sorvy

  • Stefano // Novembre 19, 2009 a 11:59 am

    Per ALBERTO:

    la VI Sezione del Consiglio di Stato, con la celebre sentenza 13 febbraio 2006, n. 556, abbia sancito la vigenza e la legittimità dell’art.118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965 il quale prevede, appunto, che in ogni aula degli istituti sia presente “l’immagine del Crocifisso”. In quella sentenza i magistrati amministrativi del Consiglio di Stato hanno dato particolare prova di una profonda saggezza coniugata ad un ferreo rigore giuridico, partendo dalla considerazione che il concetto stesso di “laicità” varia a seconda della tradizione culturale e dei costumi di vita di ciascun popolo, così come recepiti nei relativi ordinamenti giuridici. Costumi e tradizioni che, secondo gli stessi giudici del Consiglio di Stato, “mutano da nazione a nazione”. Nella predetta sentenza 556/2006 l’assunto viene confermato attraverso un’interessante analisi comparativa. Si cita, infatti, l’esempio dell’ordinamento britannico, certamente laico benché strettamente connesso con la Chiesa anglicana, nel quale è consentito comunque al legislatore secolare dettare norme in materie interne alla stessa istituzione religiosa, come è recentemente accaduto, per esempio, con l’approvazione della legge sul sacerdozio femminile. La regina Elisabetta, peraltro, ricopre la carica di Supreme Governor of the Church of England con il titolo di Capo della Chiesa Anglicana (Head of the Anglican Church). Un altro esempio è rappresentato dall’ordinamento francese, per il quale la laicità, costituzionalmente sancita (art. 2 Cost. del 1958), rappresenta una finalità dello Stato da perseguirsi anche a costo di una certa mortificazione dell’autonomia organizzativa delle confessioni (Lois Combes) e a discapito della libera espressione individuale della fede religiosa, fortemente limitata, per esempio, dalla legge sull’ostensione dei simboli religiosi. Un altro esempio ancora è quello dell’ordinamento federale degli Stati Uniti d’America, nel quale la pur rigorosa separazione fra lo Stato e le confessioni religiose, imposta dal primo emendamento alla Costituzione federale, non impedisce un diffuso pietismo nella società civile, ispirato alla tradizione religiosa dei Pilgrim Fathers, che si esplica in molteplici forme anche istituzionali che vanno da un’esplicita attestazione di fede religiosa contenuta nella carta moneta – in God we trust -, al largo sostegno tributario assicurato agli aiuti economici elargiti alle strutture confessionali ed alle loro attività assistenziali, sociali, educative, nell’orizzonte liberal privatistico tipico della società americana.

    Ultimo esempio, infine, è quello dell’ordinamento italiano dalle cui norme costituzionali, per il Consiglio di Stato, “si evince, un atteggiamento di favore nei confronti del fenomeno religioso e delle confessioni che lo propugnano”. Da questa considerazione di ordine generale sulla natura relativa del concetto di laicità ne deriva, per i giudici di Palazzo Spada, che tale concetto, “benché presupponga e richieda ovunque la distinzione fra la dimensione temporale e la dimensione spirituale (…), non si realizza in termini costanti nel tempo e uniformi nei diversi Paesi”. A volte muta persino all’interno dello stesso Paese, come ad esempio in Italia dove l’attuale concetto di laicità non corrisponde certo a quello del periodo risorgimentale in cui furono consentite discriminazioni restrittive in danno degli enti ecclesiastici e dei stessi cattolici. Con buona pace di tutti i lacisti, poi, gli stessi giudici del Consiglio di Stato concludono che “quale dei sistemi giuridici sia meglio rispondente ad un’idea astratta di laicità, che alla fine coincide con quella che ciascuno trova più consona con i suoi postulati ideologici, è questione antica; una questione che però va lasciata alle dispute dottrinarie”. Per quanto riguarda, nello specifico, la controversi circa l’esposizione del crocifisso nelle scuole, i giudici della VI Sezione del Consiglio di Stato, sempre nella citata sentenza 556/2006, hanno preliminarmente rilevato che esso rappresenta “un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi, a seconda del luogo ove è posto”. Non v’è dubbio, infatti, che “in un luogo di culto il crocifisso è propriamente ed esclusivamente un ’simbolo religioso’, in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana”, mentre in una sede non religiosa, come la scuola, destinata all’educazione dei giovani, il crocifisso può comunque “rappresentare e richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo) valori civilmente rilevanti, e segnatamente quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile”. Secondo gli stessi magistrati, infatti, “il crocifisso può svolgere, anche in un orizzonte ‘laico’, diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni”. Alla domanda di quali possano essere i valori trasmessi da quel simbolo, i consiglieri di Stato danno questa risposta: “E’ evidente che in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana. Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i ‘principi fondamentali’ e la prima parte della stessa (…), delineanti la laicità propria dello Stato italiano”. All’obiezione di chi oppone l’ordine temporale a quello spirituale, i giudici rispondono che una simile “contrapposizione è sottesa ad una interpretazione ideologica della laicità che non trova riscontro alcuno nella nostra Carta costituzionale”. In realtà, “non si può pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come ad un suppellettile, ad un oggetto di arredo, e neppure come ad un oggetto di culto”, lo si deve piuttosto considerare come un simbolo dei valori che fondano la civiltà italiana e che “delineano la stessa laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”. Ma i giudici vanno oltre ed arrivano ad affermare che “nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più del crocifisso, a rappresentare tali valori” notando che la stessa appellante, del resto, auspicava e rivendicava “una parete bianca, la sola ritenuta particolarmente consona con il valore della laicità dello Stato”. Da qui la conclusione del Consiglio di Stato nella citata sentenza n.556/2006: “La decisione delle autorità scolastiche, in esecuzione di norme regolamentari, di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche, non appare pertanto censurabile con riferimento al principio di laicità proprio dello Stato italiano”. Pertanto, “la pretesa che lo Stato si astenga dal presentare e propugnare in un luogo educativo, attraverso un simbolo (il crocifisso), reputato idoneo allo scopo, i valori certamente laici, quantunque di origine religiosa, di cui è pervasa la società italiana e che connotano la sua Carta fondamentale, può semmai essere sostenuta nelle sedi (politiche, culturali) giudicate più appropriate, ma non in quella giurisdizionale”.

    è abbastanza buona e pesante come argomentazione?

    L’Italia agli Italiani

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