
“Dietro le tensioni di questi giorni – ha spiegato Giuliano Ferrara in un editoriale-lettera aperta a Fini, su Il Foglio di oggi – c’è un solo vero dilemma in azione: della guida di questo Paese decide il popolo o decide l’ordine giudiziario?
Sappiamo bene che in un sistema di poteri equilibratamente divisi, la legalità ha un suo percorso, parallelo o anche incrociato a quello del potere, e che alla fine i conti con la legge deve farli chiunque, anche il potente. Ma sappiamo anche bene, assai bene e per esperienza diretta… – ha cercato di ricordare il direttore de Il Foglio a Fini – che la divisione equilibrata dei poteri in Italia è entrata in crisi, che il filtro parlamentare voluto dai Padri costituenti (art. 68 Cost.) è stato travolto da un’ondata di demagogia, e che oggi – prima di un’organica e seria riforma della giustizia che regoli innanzitutto il suo rapporto con la sovranità popolare e coloro che sono delegati a esercitarla – non è possibile scantonare da quel dilemma”. “Gentile Fini – conclude quindi Ferrara – delle due l’una: o lei accetta solidalmente gli escamotage che il circolo del presidente del Consiglio troverà per evitare una condanna a oggi sicura nel solito processo milanese anti-Cav, oppure deve prendere l’iniziativa e trovare lei una soluzione accettabile, mediando e rifinendo gli strumenti legislativi opportuni… Io penso che a lei non convenga ergersi, posto che lo si possa fare, su un campo di macerie. Penso che l`elettorato di destra e di centro non capirebbe mai un defilamento dalla linea di resistenza democratica all’assalto militante di certa magistratura”.


8 risposte finora ↓
Alberto // Novembre 10, 2009 a 3:56 pm
Decidono gli elettori (il “popolo” non esiste). Ma il governo è, istituzionalmente, sottoposto ai vincoli di: Costituzione e Corte costituzionale, Parlamento, Presidente della Repubblica, magistratura. Si vuole cambiare? Fare la marcia su Roma.
La magistratura ha il potere giudiziario tramite la Costituzione. E per quanto esista un problema enorme al suo interno non ha ancora mai impedito a Berlusconi nè ad alcun governo di governare. E’ tutto provabilissimo. I governi sono già caduti per colpa della Lega e di Mastella, non della magistratura come dice Minzolini.
Solo dei servi agitatori come Ferrara e Minzolini possono scrivere simili stronzate senza senso.
sorvy // Novembre 10, 2009 a 5:45 pm
Sono 15 anni che la magistratura condiziona la politica. Solo un vero SERVO come te, non se accorge.
Ti ricordo che l’ultimo governo Prodi è caduto con la messa in stato d’accusa di Mastella, Ministro della Giustizia, da parte dei giudici.
E quello di Berlusconi con un avviso di Garanzia spedito in mondo visione in una riunione internazionale a Napoli.
Di Pietro ha fatto crollare una intera Repubblica (la prima repubblica con tangentopoli) per poi fondare un partito politico. De Magistris e molti altri magistrati indagavano politici prima di scendere loro stessi in politica.
I magistrati sono un partito politico che decide quale politico salvare e quale indagare. decine e decine di parlamentari indagati (uno per tutti: Giulio Andreotti) delle peggiori attività criminose sono poi stati assolti in secondo grado.
C’è una magistratura che è inquietante nell’uso spregiudicato dei suoi poteri. Nessuna nazione al mondo ha mai visto le porcherie fatte dalla nostra magistratura.
Sorvy
NWO // Novembre 10, 2009 a 10:27 pm
Nessun dubbio : decide chi ha i mezzi per manovrare il popolo
greg. // Novembre 11, 2009 a 8:19 am
Nessun dubbio: decide che ha i mezzi per manovrare il “popolo”.
Greg
greg. // Novembre 11, 2009 a 8:19 am
Nessun dubbio: decide chi ha i mezzi per manovrare il popolo.
Greg
greg. // Novembre 11, 2009 a 8:20 am
Nessun dubbio: decide soltanto chi ha i mezzi per manovrare il popolo.
Greg
david // Novembre 11, 2009 a 12:42 pm
ancora co sta storia del governo berlusconi caduto per l’avviso di garanzia…
il primo governo berlusconi è caduto perchè la lega si è defilata.
Pì // Novembre 11, 2009 a 10:55 pm
nessun dubbio: l’importante è che non decidano le mezze …
( seghe: alla Casini & Fini per intenderci ).
Sancho