Sorvegliato Speciale. WATCHED OVER.

Berlusconi a Panama… “Salutam’a Fini!”

Dicembre 2, 2009 · 4 Commenti

«Sono di corsa devo andare a casa a preparare la valigia per spostarmi a Panama». Con questa battuta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha aperto il suo intervento alla quarta conferenza Italia-America Latina, prendendo la parola subito dopo il presidente di Panama, Riccardo Martinelli.

«Mi mancheranno la Repubblica, l’Unità, Anno zero, i pm ma cercherò di sopravvivere ugualmente – ha detto – caro Riccardo preparami un’accoglienza degna: ci hai raccontato attrattive che certamente ci sono nel tuo Paese. In privato poi ti prego di prepararmi altre attrattive che mi stanno a cuore».

Berlusconi ha poi parlato dei rapporti tra Italia e Repubblica di Panama facendo ricorso a un’altra battuta: «Il tuo è un Paese pieno di attrattive che certamente mi sono note», ha detto dal palco rivolto al presidente Martinelli, riferendosi alle opportunità economiche per le imprese italiane. E poi ha aggiunto «In privato ti prego di provvedere anche ad altre attrattive che mi stanno molto a cuore. Ne parliamo dopo noi due».

→ 4 CommentiCategorie: Uncategorized

Andrea’s version del 2/11/2009

Dicembre 2, 2009 · 2 Commenti

letteralmente imperdibile:

Continua a leggere →

→ 2 CommentiCategorie: Uncategorized

Berlusconi è l’unico muro possibile. In mancanza di altri ce lo teniamo stretto.

Dicembre 1, 2009 · 19 Commenti

 

Sono a dir poco sconvolto…. ironicamente sconvolto!!!
A me del fanatico berlusconiano non me lo aveva mai affibiato alcuno, per il semplice motivo che non lo sono mai stato e non lo sono. Anzi per anni ho militato dalle parti dell’amico Greg (partiti di centro), con convinzione e con l’amicizia personale di alcuni di quei leader politici. Di cui francamente non mi importa molto se non per i suoi riflessi umani e culturali.
Ritengo solo che la politica del centrodestra, i valori e la “prassi” che informano questo variegato schieramento politico siano utili al Paese e vicini alla mia storia e alla mia tradizione, a ciò che mi “interessa” e a quelle idee e ideali che mi costituiscono. In questo Berlusconi non c’entra nulla, non ho mai esaltato il personaggio, le sue boutade, ma rifuggo dall’esser moralista. Berlusconi è così, e non pretendo che lo possa cambiare io che non sono nessuno e non lo conosco nemmeno. Lo giudico da quello che rappresenta in politica: e lo dico senza infingimenti come potrei parlare di Blair o Bush, o la Merkel o qualcun altro.
Berlusconi ha acume politico, capacità di sintesi politica, creatività e tenacia nel perseguire obiettivi politici condivisibili.
Ma innanzitutto è l’unico MURO possibile, per il momento, alla presa del potere di quel coacervo affaristico ideologico che ha in Repubblica la sua espressione più evidente. Il partito degli affari, delle elite parassitarie, del disprezzo della democrazia sostanziale, dell’ideologia della morte e del relativismo per cui è dignità la morte per fame e sete, degli interessi particolari, delle rendite di stato, da quelle degli ex segretari del Quirinale fino a quelle dei bidelli nullafacenti. degli utili che si intascano ma delle perdite che si socializzano, dei sessantottini che diventano presidenti di Rai e di mille altre cose, non fanno un cazzo e poi mandano i figli all’estero facendo finta che son dovuti andare via per trovare lavoro (Celli chieda ai prodiani, un posto da 7mila euro al mese che al suo figliolo lo trovano, state certi. magari in qualche ente che controllano o a Nomisma). MURO allo stalinismo inveterato, alla magistratura che si fa supplente della volontà popolare, delle Camere e della politica, che esorbita dal ruolo assegnatole dalla Costituzione operando la più farlocca delle mistificazioni sulla Carta costituzionale. MURO ai poteri economici che vogliono decidere quello che è giusto e quello che non lo è sulle spalle del popolo, del popolo, cioè dei cittadini, che ci raccontano del riscaldamento globale per far fuori la concezione stessa dell’uomo come creatura e partecipe del creato.
MURO al passatismo ideologico della sinistra e del nuovo fascismo populista dipietrista e travagliesco.
Quando qualcun altro sarà capace di innalzare una analoga credibile muraglia a difesa della identità, della storia, della memoria e della libertà di questa nazione per cui tanti sono morti opterò per altro.
scusate il pistolotto, sono le cose che sento dire da molti, che esprimono la maggior parte delle persone che incontro, che sono parte di quel 50 per cento che opta per Berlusconi per quello che fa e che ogni giorno vengono derise e sbeffeggiate dalle gazzette della borghesia disprezzante, dell’azionismo becero, dello stalinismo che non si fa ragione di essere putrescente,del fascismo giustizialista, cioè di tutto il residuo schifoso del secolo appena trascorso e che solo da noi stenta a finire.

Fuffino (collaboratore di questo blog).

→ 19 CommentiCategorie: Uncategorized

E se Fini venisse espulso dal partito?

Novembre 26, 2009 · 61 Commenti

Dopo le proposte su immigrazione e cittadinanza, giungono i distinguo dei finiani su processo breve, finanziaria e lotta alla mafia. Il forcing del Presidente della Camera apre lo spiraglio ad un’estrema soluzione: l’espulsione dal partito.

 I dolori del giovane Werther sono ben poca cosa se rapportati ai contorcimenti e ai mal di pancia che monsieur Gianfranco Fini sta causando all’interno del Pdl. Ultimi in ordine cronologico la contrarietà ad un voto di fiducia su un maxi emendamento, il no al processo breve, il plauso alla bozza Violante e perfino le perplessità sulla legge elettorale in vigore. Il Presidente della Camera, infatti, ultimamente ha cominciato a parlare anche di collegio uninominale da preferire alle preferenze e alla lista bloccata.

LA CONTA DEI FINIANI – Ma la notizia del giorno è la dichiarazione sulla finanziaria: “Ove il maxiemendamento contenesse provvedimenti non graditi, il voto a favore non è scontato”, ha fatto sapere Fini. Dopo le aperture mattutine al Pd, il Gianfranco nazionale, insomma, per l’ennesima volta dal caso Boffo ad oggi, si è rimesso l’elmetto e ha puntato i piedi con decisione. Tanto da far suonare un campanello d’allarme. Il malumore e l’irritazione ai piani alti del Pdl è così forte che i sorrisi di circostanza assumono il sapore di un riso sardonico al limite dell’attacco isterico. Ambienti vicini a Fabrizio Cicchitto rivelano che si è addirittura parlato di un procedimento di esplusione per quei parlamentari che, eventualmente, decidessero di votare contro l’indicazione del partito. Un modo tutto interno per una resa dei conti all’arma bianca, una via di uscita per costringere i finiani a contarsi sul serio e vedere quanti e chi sono quelli realmente convinti a giocare la partita fino in fondo.

RISCHIO ESPULSIONE/SCISSIONE – Se il cartellino rosso sarà sventolato sotto al naso degli ammutinati, si costringerà Fini a lasciare il Pdl e a formare un gruppo parlamentare autonomo sulla cui collocazione nell’arco parlamentare sono in molti a fare ironia da caserma. Berlusconi, alla vigilia di un nuovo e catastrofico siluro giudiziario che, si dice, sia in arrivo dalle procure siciliane, non ha più nè la voglia nè la pazienza per incassare ulteriori pedate senza reagire. L’idea del deferimento al Comitato Etico del partito sembra un’ottima idea, anche nei confronti del corpo elettorale pidiellino, in quanto farebbe apparire gli ammutinati come un “elemento estraneo” al solido impianto di base del partito. Nel Pdl è ormai chiaro che le colombe hanno smesso di volare già da un po’ e i falchi sono ormai padroni del cielo “azzurro”. Il silenzio tombale di La Russa e Gasparri “ex colonnelli” di Fini, sta a significare che anche all’interno del gruppo che fu di An, la compattezza è una mera utopia e che molte scelte di campo si sono già realizzate.

→ 61 CommentiCategorie: Uncategorized

E’ Ratzinger, bellezza!

Novembre 25, 2009 · Lascia un Commento

«In un popolo sempre il genio illumina aspetti dell’esistenza, assicurando a tutti e a ciascuno una più matura coscienza delle evidenze ed esigenze elementari del cuore». Don Luigi Giussani non parlava di cristiani, parlava di Giorgio Gaber. Allo stesso modo, Giovanni Paolo II non parlava solo ai cristiani, quando spiegava – dieci anni fa – che «la Chiesa ha bisogno dell’arte».

Continua a leggere →

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Quante stronzate dice Fini?

Novembre 23, 2009 · 8 Commenti

“Qualche volta c’è qualche stronzo che dice qualche parola di troppo?”

 21/11/2009 Gianfranco Fini

Gianfranco Fini è un  piccolo e insignificante personaggio politico.

Uomo-Camaleonte che da impresentabile ex fascista e nostalgico del “nonno” si è trasformato in un  piccolo radical chic dalle idee superficiali, relativiste, modernite, nichiliste della peggiore sinistra radicale. Di male in peggio. Solo per scopi personali di carriera politica.

 Ci risparmi la morale e urli allo specchio le sue volgarissime e sconclusionate stronzate.

Si ricordi la sua visita alla stazione di Tor di Quinto dove fu uccisa nel 2007 Giovanna Reggiani. Si ricordi che andò sul luogo del delitto a urlare contro i Romeni frasi assolutamente generalizzate e razziste (stiamo parlando di due anni fa !!!!).

Chie era lo “stronozo” due anni fa?

Si ricordi della Legge Bossi Fini, la volle lui.

Si ricordi di quando andò a portare la sua solidarietà ai poliziotti della scuola Diaz di Genova durante i G8 sporcandosi le scarpe da 3000 euro del sangue dei “compagni” che avevano meritato la loro “lezione”.

Le parole migliori su Fini le ha dette Francesco Rutelli.

«Questo non significa che uno in politica si deve dimenticare tutto quello che uno ha fatto e detto in passato o fare della mancanza di memoria altrui la condizione per il proprio trasformismo». Anche la demagogia e il trasformismo di Fini hanno un limite.

Non ci racconti delle stronzate!

→ 8 CommentiCategorie: Uncategorized

Andrea’s version

Novembre 20, 2009 · 2 Commenti

Ormai è andata, soffriamo in silenzio, teniamoci il cruccio, consapevoli che la scelta è stata ingiusta, sfoghiamoci pure tra di noi, ma evitiamo di andare in giro sventolando le mutande e a piangere che l’Europa ha scelto il basso profilo. A parte che una baronessa, sempre baronessa è, e che se inglese vale due baronesse di Palermo, tre di Caltanissetta e circa quattro di Milano, evitiamoci la scenetta della signora Ashton che incontra D’Alema e, sull’onda di una già greve battuta, gli fa: “Ah, lei è quello più di alto profilo che intelligente?”.

by IL FOGLIO

→ 2 CommentiCategorie: Uncategorized

La Destra Divina. Langoni scrive il manifesto della destra a partire da P.P.Pasolini.

Novembre 20, 2009 · 10 Commenti

Esce oggi il libro di Camillo Langone  ”Manifesto della destra divina. Difendi, conserva, prega!”(Vallecchi, 168 pagine, 12 euro).

C’è destra e destra. C’è la destra grattacielara di Roberto Formigoni e Letizia Moratti, la destra in Chanel di Stefania Prestigiacomo, la destra alla moda omosessualista di Mara Carfagna, la destra opportunista e nichilista di Gianfranco Fini,

Continua a leggere →

→ 10 CommentiCategorie: Uncategorized

Trombato.

Novembre 19, 2009 · 7 Commenti

Ultime notizie dall’Europa.

D’Alema… ciccia!

→ 7 CommentiCategorie: Uncategorized

Avvertenze: questo blog è berlusconiano fino al midollo.

Novembre 18, 2009 · 10 Commenti

Sinceramente oggi mi sfugge qualcosa. Con un certo disagio avverto una strana ventata di insolita ambiguità che si fa strada in modo sempre più evidente e circostanziato nelle file della maggioranza, proprio in quel Popolo della Libertà le cui solide radici ora sembrano contaminarsi con qualche pericolosa infiltrazione di veleno. Una sorta di stillicidio quotidiano che non trova spiegazioni se non in un insensato piano politico di cui oggi ci sfuggono francamente dettagli e soprattutto logiche motivazioni. Ma si sa, la politica sfugge assai spesso alla logica degli uomini comuni. Auguriamoci soltanto che si tratti di un fuoco di paglia, di un guizzo passeggero di insana follia, ma se davvero qualcuno pensa ad un ipotetico dopo Berlusconi farebbe meglio invece a pensare come sarebbe stato e come sarebbe oggi senza Silvio Berlusconi. Vorrei ricordare a chi eventualmente avesse la memoria corta che quest’uomo parlando alla gente da un predellino ha creato il più grande partito italiano del paese che oggi governa con la più ampia maggioranza della storia politica di questi ultimi anni. E’ l’uomo della svolta politica del 1994, che ha evitato che il nostro paese finisse inevitabilmente sotto la bandiera rossa del comunismo, dal quale difficilmente ci saremmo potuti salvare. Ed e’ proprio questo che la sinistra non gli ha mai perdonato e che oggi ancora tenta di fargli scontare. Ma soprattutto è il leader che ci ha esaltato e che continua sempre ad entusiasmarci ogni qualvolta lo ascoltiamo parlare. Il leader in grado di darci speranza e garanzia di libertà in un paese che altrimenti con la sinistra al governo ci porterebbe allo sbando. E’ l’uomo del fare, dell’Italia operosa che si rimbocca le maniche per uscire dalla crisi e che meglio degli altri alleati europei è riuscita a rimettersi sulla giusta strada. L’uomo dell’ottimismo, dell’orgoglio di essere italiani in barba alle cassandre e ai disfattisti di ogni specie. Forse a pensarci bene avremmo ancora qualche fondato motivo per gridare a gran voce “meno male che Silvio c’è”!…

→ 10 CommentiCategorie: Uncategorized